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Notizie da Arghosha

By Giovanna Rossiello | giugno 19, 2008

Il viaggio di Filippo Grandi, Marco e Maria Rosario Niada, Paolo LazzatiComitato Arghosha Faraway Schoolsmarniada@yahoo.com

novembre 2007

Il 4 novembre siamo andati in Afghanistan dove abbiamo inaugurato due nuove scuole. Il nostro viaggio è stato breve ma intenso, in un momento sicuramente difficile per il paese. La provincia di Bamyan, dove operiamo, è tranquilla ma il problema della sicurezza desta preoccupazione ovunque.

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Polizia e soldati armati sono vistosamente presenti per le strade di Kabul, viaggiare in macchina verso Bamyan non viene più raccomandato. L’attentato del 6 novembre a Baghlan, provincia confinante a nord con quella di Bamyan, ha colto tutti di sorpresa, aggravando questo nuovo clima di incertezza e violenza che ferisce profondamente la gente comune perché minaccia la possibilità di una vita normale

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C’è da dire però che il desiderio di normalità è sempre forte nelpaese, perché la maggioranza degli afghani, dopo 25 anni di guerra, vuole costruire una possibilità di pace. A Kabul ricostruzione e sviluppo sono visibili ovunque, nei nuovi edifici checambiano velocemente la fisionomia della città; nei nuovi ristoranti e negozi aperti negli ultimi mesi; nelle moschee sapientemente restaurate o nel meraviglioso giardino di Babur, restituito agli antichi splendori, oggi meta prediletta di molte famiglie per il pic-nic del venerdì. Persino nella sala d’attesa dell’aeroporto di Kabul tradizione e sviluppo coesistono silenziosamente in un unico locale che ospita internet caffè e moschea. Malgrado le bombe, i rapimenti, la crescente insicurezza alimentata anche da stati confinanti bellicosi, noi siamo convinti che sia importante e utile restare nel paese per dare un contributo concreto al ritorno alla normalità.

Il 5 novembre abbiamo inaugurato la scuola di Jula, villaggio che dista 36 km da Bamyan. Uomini, insegnanti e bambini accorsi dai nove villaggi della valle ci attendevano festanti, felici e fieri di avere finalmente una scuola vera, solida, stabile. Le tende donate dall’UNICEF per consentire il ritorno immediato a scuola di migliaia dibambini dopo la caduta dei Talebani sono state smantellate. 102 bambine e 198 bambini frequenteranno la scuola di Jula, guidati da sette insegnanti (due donne e cinque uomini) e un preside. Ci sarà anche una guardia addetta alla sicurezza dell’edificio. Oltre 2000 persone beneficeranno di questo progetto scolastico mirato a ridurre l’attuale livello di analfabetismo. Infatti, secondo i dati forniti da Shuhada, l’85% della popolazione dell’intera valle di Jula è analfabeta

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Il 6 novembre abbiamo visitato la scuola femminile di Sar-e-Qul, a 72 chilometri da Bamyan, inaugurata l’anno scorso. Era il giorno degli esami di fine anno, conclusi poco prima del nostro arrivo. Abbiamo incontrato le insegnanti e la preside, ascoltato le loro storie e i loro progetti. Finalmente abbiamo avuto l’occasione di guardare negli occhi e conversare con delle donne afgane. Tutte le insegnanti di Sar-e-Qul hanno studiato in Iran, dove si erano rifugiate con le famiglie durante la guerra. Rientrate in Afghanistan dopo la caduta del regime dei Talebani, avevano una preparazione sufficiente per insegnare. L’anno scorso hanno frequentato il corso di aggiornamento per insegnanti organizzato da Shuhada a Yakawlang – da noi finanziato – e ne hanno tratto grande profitto. Infatti quest’anno, grazie a una miglior preparazione, hanno potuto organizzare anche classi più avanzate, corrispondenti alle nostre medie. Tutte le insegnanti sono concordi nel riconoscere grande utilità professionale ai corsi diaggiornamento che vogliono frequentare anche quest’anno nelle loro vacanze invernali. Le scuole nella provincia di Bamyan restano infatti chiuse dai quattro ai cinque mesi in inverno acausa della neve

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Il 7 novembre abbiamo inaugurato la scuola di Kamati, splendido villaggio in cima al mondo, a 3100 metri di altezza, che distasolo 31 chilometri da Bamyan ma è completamente isolato per alme-no sei mesi all’anno, causa neve e strada impervia. La vita èdura per la popolazione dei cinque villaggi della fertile valledi Foladi, di cui Kamati è l’ultimo centro abitato, arroccatonella parte finale più impervia. La gente vive a stento di agricoltura e pastorizia ed è al 98% analfabeta. La scuola è la possibilità di un futuro migliore per le 450 famiglie che vivononell’area. È stata una cerimonia in pompa magna l’inaugurazione della scuola di Kamati, alla presenza delle autorità locali, di allievi e insegnanti al completo nonché del direttere dell’educazionedi Bamyan, “Teacher” Mohammad Reza Ada, come scrive sul suobiglietto da visita. “Teacher” Ada è un uomo dignitoso e benevolo, un ex insegnante abile nel dialogare amabilmente con bambini e ragazzi. Il nostro arrivo era atteso fin dal primo mattino e in nostro onore volevano persino sacrificare un vitello. Abbiamo chiesto che lo facessero in nostro ricordo. L’eccezionalità dell’evento ha attirato anche l’attenzione dellatelevisione e di radio e giornali afghani. Per un attimo siamo stati famosi, ma la cosa importante è che 145 bambine e 266 bam-bini della valle frequenteranno la nuova scuola elementare emedia. Sei maestri e un preside guideranno le classi, organizzandosi in turni doppi, a causadella scarsità di insegnantinella zona. Una guardia vigilerà sull’edificio. Non abbiamo invece visitato la scuola di Arghosha, la nostra prima realizzazione, che era già chiusa per l’arrivo dell’inverno. Ma abbiamo saputo che funziona a pieno ritmo, che la gente delluogo ne è fiera tanto che in occasione della visita delleGovernatrice della provincia di Bamyan nella valle, la scuola èstata scelta come luogo ufficiale dell’incontro.

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CONSIDERAZIONI GENERALI SULLE QUATTRO SCUOLE.

Nel gennaio del 2006 abbiamo fondato il Comitato Arghosha Faraway Schools con ilpreciso intento di costruire e di avviare scuole in zone remote e svantaggiate nel mondo.Oggi possiamo affermare che le quattro scuole da noi finanziate nella provincia di Bamyansono sì remote ma non isolate. Altri piccoli progetti sono cominciati nelle stesse zonedove sorgono le scuole, e le scuole stesse sono collegate a questi progetti. E questo èimportante per noi, perché vuol dire non solo che le scuole funzionano ma che hannoanche un effetto di volano sulla vita sociale di una valle o di un villaggio. Vicino alla scuola di Sar-e-Qul, per esempio, è appena stata costruita una clinica finanziata dagli americani e parte del bazar del villaggio si sta spostando verso la scuola stessa. La scuola di Arghosha non solo ospita eventi pubblici ma anche ha attirato nelle sue vicinanze il Buzkashi, una specie di polo in versione afghana molto popolare nel paese,sport che fino all’anno scorso si svolgeva vicino ai laghi di Band-e-Amir. Inoltre, il diretto-re sanitario di Bamyan è in cerca di fondi per costruire un ambulatorio con una levatrice,un infermiere e un addetto alle vaccinazioni proprio nella valle di Arghosha. La scuola di Jula ha l’elettricità grazie al progetto governativo “National Solidarity Pro-gramme” che, sfruttando l’energia idrica della valle ha portato la luce nelle case. In un futuro prossimo potremmo pensare di dotare lascuola di computers e di corsi adeguati. A Kamati per ora la scuola è il solo grandeevento dell’anno ma noi speriamo che possa generare lo stesso effetto delle altre.


NUOVI PROGETTI

A Kabul abbiamo incontrato Haneef Atmar, ministro dell’educazione, che ci ha illustrato le linee generali e alcuni programmi del suo ministero. La lunga coversazione con quest’uomointelligente e raffinato, pieno di idee e di entusiasmo nonostantele enormi difficoltà del suo compito, è stata illuminante e fertileper i nostri progetti.Per dimostrare come l’educazione sia una delle priorità del governo Karzai, il ministro Atmar intende eliminare tutte le tende per sostituirle con edifici scolastici,espressione concreta di stabilità e fiducia nel futuro. Le scuole,una volta costruite, devono però funzionare e il problema oggi è lacarenza di insegnanti. Atmar ritiene che sia essenziale finanziare corsi diaggiornamento in tutto il paese per garantire e migliorare l’istruzione di base, mapensa che sia anche importante formare docenti più qualificati per estenderela scuola secondaria.

Il ministro quindi da un lato vuole aumentare il numerodegli insegnanti incentivando soprattutto le donne, e dall’altro non esclude diattrarre personale specializzato anche dall’estero (l’India, per esempio) permigliorare la competenza degli insegnanti delle scuole superiori. Atmar ha anche due sogni nel cassettodi cui ci ha fatto parte: il ripristino dellascuola di musica di Kabul e la costruzione di una scuola per persone non-vedenti e per mentalmente ritardati. Due progetti accattivanti ma molto costosi. Cipenseremo.Nel corso del nostro viaggio abbiamo avuto modo di verificare l’accuratezza diesecuzione dei progetti di Shuhada, l’organizzazione non governativa afghanache abbiamo finanziato finora. Per questo abbiamo deciso di continua-re con loro. Sono competenti, seri e molto rigorosi nella messa inopera. Il loro contributo è importante perchè arrivano dove ilgoverno non è ancora in grado di arrivare, come riconosce lo stesso direttore dell’educazione di Bamyan, “Teacher” Ada, quando elogia l’operato di Shuhada nella provincia di Bamyan. Inoltre, come Comitato Arghosha ci sentiamo in sintonia con SimaSamar, fondatrice di Shuhad (nonche’ presidente dellaCommissione nazionale afghana per i diritti umani), nell’attenzione speciale dedicata all’educazione delle donne. Secondo un recente studio delle Nazioni Unite, 850 milioni sono gli analfabeti nel mondo, dicui due terzi sono donne. Ora questo problema permane quando una madre analfabeta non può trasmettere maggioreconoscenza alla generazione futura. Contrariamente a un maschio, che tende atenere l’educazione per sè, se si manda a scuola una bambina, quando questacrescerà educherà meglio figlie e figli e poi farà di tuttoperchè vadano a scuola e abbiano la stessa opportunità che lei ha avuto. Per questo vogliamo sostenere l’educazione femminile a tutti i livelli, in un paese dove per cinque durissimi anni (dal 1996 al 2001) le bambine non hanno potuto frequentare la scuola e le donne sono rimaste chiuse in casa. Filippo Grandi, Marco e Maria Rosario Niada, Paolo LazzatiComitato Arghosha Faraway Schoolsmarniada@yahoo.com.

Progetti realizzati dal 2005

Scuola elementare di Arghosha: 250 bambini e bambine. Sette insegnanti, di cui due donne e un preside. Una guar-dia – costo: US$56.000. Corso di aggiornamento di 100 insegnanti presso l’uni-versità di Bamyan – Costo: US$20.000.Corso di aggiornamento per 100 insegnanti a Yakawlang. Costo: US$22.000 Scuola elementare e media di Sar-e-Qul: 250 bambine. Sei insegnanti donne, di cui una preside. Una guardia – Costo:US$65.000 Scuola elementare e media di Jula: 300 allievi (102 bambine e 198 bambini). Sette insegnanti (due donne e cinque uomini), di cui un preside. Una guardia – Costo: US$71.000Scuola elementare e media di Kamati: 411 allievi (145bambine e 266 bambini). Sei insegnanti uomini, di cui unpreside. Una guardia – Costo: US$65.000Con un totale di circa 1.200 bambini, le nostre scuoleservono una comunità di oltre ottomila persone. Dannoda lavorare a 26 insegnanti e quattro guardie, salariati dallo Stato, e beneficiano economicamente in modo permanente oltre 200 persone della cerchia famigliare. In totale abbiamo raccolto e speso circa US$300.000.

 Ogni anno ci rechiamo in Afghanistan per visitare personalmente le scuole e le persone che hanno contribuito a realizzarle. Le spese dei viaggi e dell’organizzazione sono tutte a carico dei membri del comitato,in modo che le donazioni sostengano esclusivamente iprogetti. Fino ad ora abbiamo finanziato soltanto Shuhada che trattiene il 5% a fronte di costi di progettazione, di direzione lavori e di amministrazione. Di conseguenza il 95% di quanto raccogliamo va direttamenteai progetti. Corso di un anno di inglese e computer per donne a Bamyan. Il corso è organizzato da Shuhada per 20 studentesse nella classe di inglese e12 studentesse nella classe di computer. Costo: US$5.000Ricostruzione del pozzo crollato della scuola di Sar-e-Qul.La ricostruzione del pozzo è fondamentale per garantire il prossimo anno l’acqua potabile alle allieve della scuola, che altrimenti sarebbero costrette a bere l’acqua del fiume con rischi sanitari. Costo : US$ 1.000Credito animale e alfabetizzazione femminile. È un progetto pilota di Shuhada, iniziato l’anno scorso nella provincia di Bamyan, che vede istruzione eimprenditorialità rurale strettamente connessi. Il progetto consiste in un prestitodi quattro pecore fatto a famiglie che si impegnano a restituire una pecora all’anno per quattro anni. La clausola vincolante del prestito è che le donne dellefamiglie frequentino un corso di alfabetizzazione organizzato da Shuhada nelvillaggio. Siamo ancora in attesa di dati relativi ai costi, ma il progetto per ilmomento ha avuto successo e sembra funzionare molto bene.Costruzione di una nuova scuola. Stiamo trattando con le autorità centrali perla costruzione di una quinta scuola che dovrebbe iniziare a tarda primavera, conil disgelo. Anche in questo caso siamo ancora in attesa di dati più precisi.Anche noi abbiamo un sogno nel cassetto: ci piacerebbe dotare le scuole da noicostruite, ma anche molte altre, di una biblioteca con libri per bambini. Stiamo muovendo i primi passi in questa direzione.  

 

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Topics: Afghanistan, Arghosha, Finanza sociale | No Comments »

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